Archivio del Monastero

Immagini di Santa Caterina e dello stemma del Monastero,
particolari di un antico cartiglio preparato per il ricamo di una pianeta.

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stemma

 
 

Il Monastero

Nel 1544 inizia la storia della Comunità Monastica Cistercense di Santa Caterina a San Severino Marche.
Il Monastero in cui si insedia la nuova Comunità ha origini benedettine, che risalgono all’anno mille.
Vivono nella Regola Benedettina dell'”Ora et labora”, secondo lo spirito cistercense trasmesso da san Bernardo di Clairvoux e dai Santi fondatori.

Intorno al 1580 su indicazione della Serva di Dio Francesca Trigli dal Serrone (1557 – 1601) viene rinvenuto il corpo incorrotto di santo Illuminato, monaco benedettino, quì vissuto agli inizi dell’anno mille.
Divene il santo protettore del Monastero e copatrono della città di San Severino Marche.
Alla fine del 1700 il Monastero venne ingrandito ed ha conservato la forma attuale.
Nel 1865 una legge del nuovo Regno d’Italia decretò la confisca dei beni appartenenti agli ordini religiosi, tra cui anche il Monastero di Santa Caterina.
Nel 1904 il Monastero venne messo all’asta per essere venduto e le monache riuscirono a riacquistarlo.
Questa fu quasi una seconda nascita, da cui continuarono a fiorire nuove vocazioni.
Nel 1963, vista la buona presenza di religiose, un piccolo gruppo di queste venne inviato a sostenere il Monastero Cistercense di Agrigento.

Oggi vi è quì accolta una presenza di monache cistercensi di provenienza dal Vetnam, dove c’è ricchezza di vocazioni.
Vivono qui per un periodo di alcuni anni condividendo la stessa regola e stile di vita in un clima di condivisione e comunione.