Preghiamo con le parole
di San Bernardo di Chiaravalle

 

La nostra Regina ci ha preceduti;
ci ha preceduti, e fu accolta gloriosamente,
e noi suoi piccoli
seguiamo la nostra Signora
con fiducia esclamando:
attraici dietro,
correremo sulla scia dei tuoi profumi:
e anche noi
in esilio in questa terra
ci ricordiamo di Lei,
comunichiamo con la sua gioia,
partecipiamo alla sua letizia
e ci rallegriamo di sentirla come gocce
che stillano sulla terra.

 


Verrà il giorno in cui
saremo rapiti
incontro a Lui.
Seguiamo,
fratelli,
seguiamo l’Agnello
dovunque vada:
seguiamolo
quando patisce,
seguiamolo anche
quando risorge.
Beato chi ti ha ovunque per guida, Signore Gesù.
Noi tuo popolo e pecore del tuo pascolo seguiamo Te,
con il tuo aiuto, per arrivare a Te,
poiché Tu sei la via, la verità, e la vita:
la vita nell’esempio,
la verità nella promessa,
la vita nel premio

 


“Voi che giacete nella polvere,
svegliatevi e lodate,
poiché viene il medico per i malati,
il redentore
per coloro che sono in schiavitù,
la via per coloro che si erano perduti,
la vita per i morti.
Viene Colui
che getterà nel profondo del mare
tutti i nostri peccati,
che risanerà tutte le nostre malattie,
che sulle Sue spalle
ci riporterà all’origine della nostra dignità.
Grande è questa potenza,
ma ancor più mirabile è la misericordia,
poiché così volle venire Colui
che si poteva accontentare di aiutarci”.

 


“Dio non può salvarci
senza il nostro consenso
e non possiamo noi farlo
senza la sua grazia”.
(S.Bernardo: sulla grazia e il libero arbitrio)

 


“Quello che, all’inizio, facevi per forza
e senza alcun piacere,
lo compirai con suprema dolcezza,
anzi gioia.
Questa se non sbaglio,
è la grazia
che chiedeva il salmista dicendo:
Accordami un po’ di sollievo“.
(S. Bernardo)

 

In ascolto della Parola

Dal salmo 62

L’aurora è il tempo prezioso in cui lo spirito
arricchito dal riposo notturno
e vestito di novità per il giorno che nasce
pone a disposizione dell’anima
tutto le energie utili
per lodare e cantare il Signore.

Dal salmo 62

Dopo una giornata di lavoro,
in cui si è accumulata stanchezza su stanchezza,
non è facile far scaturire dall’anima
il desiderio della preghiera,
proprio è difficile “balzare e saltare”
come una cerva da un dirupo all’altro,
impedita nel correre
o nel saper seguire la corsa del cuore,
che vorrebbe alzare le mani al cielo,
mentre invece la stanchezza le fa abbassare
e con esse le palpebre del corpo.

 

 

Per saperne di più

* La venuta di Cristo per salvare gli uomini
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